Tassonomia

Tassonomia, rischi e opportunità per le imprese italiane

L’Unione Europea intende superare le sfide del terzo millennio con il Green Deal europeo. Con questa strategia si vuole trasformare l’economia europea per arrivare ad avere zero emissioni nette nel 2050.  A questo proposito la Commissione Europea il 14 Gennaio 2020 ha presentato il piano di investimenti del Green Deal europeo che si pone l’obiettivo di mobilitare almeno 1000 miliardi di € in investimenti sostenibili nei prossimi 10 anni.

La finanza al centro

Per riuscire negli ambizioni obiettivi previsti dal Green Deal, il sistema finanziario europeo deve diventare necessariamente più sostenibile. E così, di riflesso, il sistema economico e produttivo. Ma come determinare la sostenibilità o meno di un’attività economica e/o di un investimento?

Al primo punto del Piano d’Azione sulla Finanza Sostenibile troviamo la cosiddetta Tassonomia verde. È una sorta di vocabolario delle attività sostenibili nel quale le attività economiche sono state classificate in sostenibili, di transizione e abilitanti. Per ognuna di esse vengono inoltre delineati gli obiettivi ambientali da raggiungere, i criteri di vaglio tecnico e i principi del “non arrecare un danno significativo” (DNSH) che gli investimenti devono rispettare per essere considerati sostenibili.

Questo regolamento si applica su tre dimensioni:

  • Sulle imprese soggette alla NFRD o Non-financial Reporting Directive ( e successivamente alla CSRD – Corporate Social Responsibility Directive), cioè alla rendicontazione non finanziaria;
  • Ai partecipanti ai mercati finanziari;
  • Alle misure adottate dagli Stati membri o dall’Unione.

Le imprese italiane saranno chiamate a comunicare l’allineamento delle proprie attività alla tassonomia in riferimento a fatturato, capex (investimenti) e opex (spese operative).

Quali opportunità per le imprese italiane?

Allinearsi alla Tassonomia di fatto vuol dire percorrere la strada della sostenibilità. Sul nostro blog abbiamo trattato più volte il tema e sviscerato le numerose opportunità ad esso connesse. La Tassonomia aggiunge un gradino in più. È un ulteriore strumento che l’Europa utilizzerà per spingere le aziende a operare attivamente per la transizione ecologica. Meglio mettersi avanti e prepararsi a cogliere le opportunità che riserva, come:

Strumento di comunicazione

Comunicare l’allineamento delle proprie attività economiche alla tassonomia, assicurerà una maggiore trasparenza nei confronti di tutti gli stakeholder.

Strumento di analisi dei rischi e opportunità ESG (Environmental, Social, Governance)

Analizzare le proprie attività seguendo il regolamento della Tassonomia comporta uno studio approfondito delle attività aziendali che si traduce inevitabilmente in un’analisi dei rischi e delle opportunità connessi ai criteri ESG.

Strumento per pianificare le attività aziendali in un’ottica di sostenibilità

Fatturato e spese operative sono conseguenze delle scelte operate in fase di pianificazione e individuazione degli obiettivi. Quindi, almeno un anno prima dell’eventuale comunicazione.
Nel caso in cui le attività aziendali non rispondano ai requisiti della Tassonomia, le imprese possono considerare allineate le spese in conto capitale e le pertinenti spese operative definite da un piano d’investimento per la sostenibilità. Ecco, quindi, un’ulteriore possibilità per le imprese: utilizzare questo regolamento come base e strumento per pianificare le attività aziendali in un’ottica di miglioramento continuo della performance ambientale dell’attività economica.

Accesso al credito

La tassonomia incoraggia il sistema finanziario a sostenere le imprese sostenibili e quelle che hanno iniziato la transizione verso la sostenibilità. A questo scopo l’EBA (European Banking Authority) ha proposto di integrare le valutazioni del merito creditizio  con informazioni di sostenibilità. Questo potrebbe andare a ridefinire i termini del finanziamento che risulterebbero più vantaggiosi nei confronti di organizzazioni sostenibili.

Maggiore visibilità

Investitori e istituti di credito definiranno e comunicheranno performance e strategie d’investimento delle imprese investite allineate alla tassonomia.

Quali rischi?

Le opportunità trattate finora rappresentano una sola faccia della medaglia. In contrapposizione troviamo numerosi rischi che le aziende non allineate si troveranno a dover gestire. I rischi sono di varia natura e riguardano sia la sostenibilità che l’attività aziendale in sé. Ad esempio:

Rischi di carattere reputazionale

Nel caso in cui la comunicazione su fattori ESG non risulti soddisfacente o completamente trasparente.

Strategie commerciali inefficaci

Rischio di non riuscire a tradurre gli obiettivi ambientali e climatici di lungo periodo in strategie commerciali tangibili.

Riduzione dell’accesso al credito ed esclusione dai mercati finanziari:
    • I prodotti finanziari dovranno tenere conto dei fattori legati alla sostenibilità;
    • L’impresa finanziaria nel valutare i propri rischi dovrà tenere conto dei fattori ESG;
    • L’European Banking Authority ha proposto che, a partire da Gennaio 2022, le banche comunichino il loro GAR (Green Asset Ratio) ossia la percentuale di investimenti in attività allineate alla tassonomia sul totale delle attività coperte in bilancio;
    • Anche le imprese di assicurazione possono giocare un ruolo chiave nel finanziamento di attività sostenibili.
      Per questo l’EIOPA ( European Insurance and Occupational Pensions authority) ha proposto che le imprese assicuratrici  comunichino il loro GIR (Green Investment Ratio).
      Il GIR è un KPI dato dalla proporzione degli investimenti che sono diretti a finanziare, o sono associati, ad attività economiche che si qualificano come sostenibili dal punto di vista del regolamento della Tassonomia con il totale degli investimenti dell’impresa assicuratrice.
Il panorama assicurativo

Nella comunicazione del 6 Luglio 2021, la Commissione Europea ha dichiarato di impegnarsi per l’integrazione dei rischi di sostenibilità nell’ambito della gestione del rischio degli assicuratori.

Per valutare le attività commerciali delle imprese di assicurazione, l’EIOPA suggerisce di rendere noto il rapporto tra i premi lordi contabilizzati nel ramo danni corrispondente ad attività assicurative considerate sostenibili dalla Tassonomia e il totale dei premi lordi contabilizzati nel ramo danni.

Molte coperture di rischio sono ricollegabili ad attività rilevanti per la tassonomia.
Si pensi, ad esempio, all’assicurazione contro perdite derivanti da catastrofi naturali. Ci sono due tipologie di rischio da gestire:

    1. rischi climatici sull’assicurato,
    2. gli impatti dell’attività dell’assicurato sull’ambiente.

Qual è il ruolo delle imprese assicuratrici?
Nel primo caso l’assicuratore può ridurre/compensare le perdite derivanti da catastrofi naturali che altrimenti andrebbero sostenute dall’assicurato.
Nel secondo caso, l’assicuratore potrebbe mitigare attivamente gli effetti del cambiamento climatico e sostenerne l’adattamento attraverso la tariffazione, ossia uno sconto sui premi agli assicurati che adottino misure per gestire i rischi climatici correlati alle loro attività assicurate.
Se i suggerimenti dell’EIOPA venissero accolti, le imprese che vorranno contrarre assicurazioni saranno chiamate a fornire informazioni riguardo la propria esposizione ai rischi connessi al cambiamento climatico. Va da sé che le imprese allineate alla tassonomia saranno meno vulnerabili a suddetti rischi e quindi più facilmente assicurabili.

Rischio di rimanere esclusi dal mercato

Oltre a investitori e banche, anche i rapporti con le autorità pubbliche, con i consumatori e/o clienti sono a rischio:

    • Le autorità pubbliche favoriranno il flusso di capitali privati verso progetti e imprese funzionali alla transizione ecologica,
    • La CE sta considerando l’opzione di applicare la Tassonomia come linee guida nel programma InvestEU per indirizzare gli investimenti europei.
      Inoltre, è di poche settimane fa la dichiarazione del ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, riguardo i requisiti per accedere agli appalti futuri del PNRR:

I nuovi progetti di fattibilità tecnico economica, cioè i punti di riferimento per gli appalti futuri del PNNR ma non solo, dovranno contenere le informazioni su come tali progetti contribuiranno alla riduzione della crisi climatica o alla riduzione delle disuguaglianze.

Obbligatorietà

Con l’entrata in vigore della CSRD (Corporate Social Responsibility Directive) la platea di imprese soggette alla rendicontazione di sostenibilità e al regolamento della Tassonomia quadruplicherà. Inoltre i gruppi societari dovranno rendicontare tenendo conto delle società controllate.
Ci si aspetta un comportamento emulativo da gran parte delle aziende non soggette alla direttiva e questo amplierebbe ulteriormente la platea interessata.

Già allo stato attuale dell’arte molte aziende non soggette alla NFRD (Non-Financial Reporting Directive) hanno deciso di implementare le proprie strategie di sostenibilità e di comunicarle. Se da un lato possiamo ritenere che queste scelte siano guidate da una maggiore consapevolezza delle crisi ambientali e sociali che stiamo vivendo, allo stesso modo è chiaro che ormai sia il mercato stesso a richiedere business model e aziende più sostenibili.

Infine, ma non per importanza, vi sono le grandi aziende che con codici di condotta ad hoc contenenti requisiti di sostenibilità, riescono a influenzare tutta la propria catena di fornitura dando vita ad un circolo virtuoso.
Non essere sostenibili, e allineati alla tassonomia, è diventato un obbligo. Sia esso giuridico o di mercato.

Da dove iniziare?

Noi di Exsulting ribadiamo da sempre quanto sia importante partire dalla testa e non dalla coda. Tradotto, vuol dire che si debba iniziare dalla strategia e dalla governance prima di pensare a una comunicazione esterna. Ma questo non vuol dire non misurare. I numeri servono come base fertile sulla quale ragionare e a partire dalla quale prendere decisioni e definire la propria strategia.

Nel SustainabiliTALKS© del 13 ottobre u.s. abbiamo parlato proprio di questo: analizzare, misurare, comprendere, prendere decisioni, fissare obiettivi e poi comunicare.

Il regolamento della Tassonomia pone di fronte ad alcune aziende dei vincoli, come l’obbligo di comunicare la percentuale di allineamento. Oltre a  evidenziare rischi di varia natura per tutte le altre aziende, anche le più piccole. Ma soprattutto ci pone davanti un ventaglio di opportunità da cogliere.

E se la mia azienda non soddisfa i criteri di vaglio tecnico?

Che la tua azienda abbia l’obbligo o meno di comunicare la percentuale di allineamento alla Tassonomia, il primo passo è quello di definire una strategia di sostenibilità aziendale. Strategia che dev’essere basata sull’analisi del contesto, e dei relativi rischi, e su un’analisi di materialità.

Questo primo step da un lato ti permetterà di iniziare in maniera coerente, efficace ed efficiente il tuo percorso verso la sostenibilità. Dall’altro lato aiuterà sin da subito ad aumentare la percentuale di spese allineate, grazie alla possibilità di contabilizzare investimenti e spese inerenti ad un piano di transizione verso la sostenibilità come percentuali allineate alla Tassonomia.

Exsulting, il tuo partner per la sostenibilità

Il team Exsulting ha elaborato uno strumento ad hoc per aiutarti nell’organizzazione delle informazioni necessarie a comunicare e rendicontare l’allineamento alla Tassonomia delle tue attività in coerenza con quanto richiesto dal regolamento UE 2020/852 del parlamento europeo e del consiglio.

Vuoi verificare l’allineamento delle tue attività con la Tassonomia?

Clicca sull’immagine qui sotto e richiedi lo screening Tassonomia

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Autore:

Alessia Cerasoli, Sustainability Consultant in Exsulting

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L’Unione Europea intende superare le sfide del terzo millennio con il Green Deal europeo. Con questa strategia si vuole trasformare l’economia europea per arrivare ad avere zero emissioni nette nel 2050.  A questo proposito la Commissione Europea il 14 Gennaio 2020 ha presentato il piano di investimenti del Green Deal europeo che si pone l’obiettivo di mobilitare almeno 1000 miliardi di € in investimenti sostenibili nei prossimi 10 anni.

La finanza al centro

Per riuscire negli ambizioni obiettivi previsti dal Green Deal, il sistema finanziario europeo deve diventare necessariamente più sostenibile. E così, di riflesso, il sistema economico e produttivo. Ma come determinare la sostenibilità o meno di un’attività economica e/o di un investimento?

Al primo punto del Piano d’Azione sulla Finanza Sostenibile troviamo la cosiddetta Tassonomia verde. È una sorta di vocabolario delle attività sostenibili nel quale le attività economiche sono state classificate in sostenibili, di transizione e abilitanti. Per ognuna di esse vengono inoltre delineati gli obiettivi ambientali da raggiungere, i criteri di vaglio tecnico e i principi del “non arrecare un danno significativo” (DNSH) che gli investimenti devono rispettare per essere considerati sostenibili.

Questo regolamento si applica su tre dimensioni:

  • Sulle imprese soggette alla NFRD o Non-financial Reporting Directive ( e successivamente alla CSRD – Corporate Social Responsibility Directive), cioè alla rendicontazione non finanziaria;
  • Ai partecipanti ai mercati finanziari;
  • Alle misure adottate dagli Stati membri o dall’Unione.

Le imprese italiane saranno chiamate a comunicare l’allineamento delle proprie attività alla tassonomia in riferimento a fatturato, capex (investimenti) e opex (spese operative).

Quali opportunità per le imprese italiane?

Allinearsi alla Tassonomia di fatto vuol dire percorrere la strada della sostenibilità. Sul nostro blog abbiamo trattato più volte il tema e sviscerato le numerose opportunità ad esso connesse. La Tassonomia aggiunge un gradino in più. È un ulteriore strumento che l’Europa utilizzerà per spingere le aziende a operare attivamente per la transizione ecologica. Meglio mettersi avanti e prepararsi a cogliere le opportunità che riserva, come:

Strumento di comunicazione

Comunicare l’allineamento delle proprie attività economiche alla tassonomia, assicurerà una maggiore trasparenza nei confronti di tutti gli stakeholder.

Strumento di analisi dei rischi e opportunità ESG (Environmental, Social, Governance)

Analizzare le proprie attività seguendo il regolamento della Tassonomia comporta uno studio approfondito delle attività aziendali che si traduce inevitabilmente in un’analisi dei rischi e delle opportunità connessi ai criteri ESG.

Strumento per pianificare le attività aziendali in un’ottica di sostenibilità

Fatturato e spese operative sono conseguenze delle scelte operate in fase di pianificazione e individuazione degli obiettivi. Quindi, almeno un anno prima dell’eventuale comunicazione.
Nel caso in cui le attività aziendali non rispondano ai requisiti della Tassonomia, le imprese possono considerare allineate le spese in conto capitale e le pertinenti spese operative definite da un piano d’investimento per la sostenibilità. Ecco, quindi, un’ulteriore possibilità per le imprese: utilizzare questo regolamento come base e strumento per pianificare le attività aziendali in un’ottica di miglioramento continuo della performance ambientale dell’attività economica.

Accesso al credito

La tassonomia incoraggia il sistema finanziario a sostenere le imprese sostenibili e quelle che hanno iniziato la transizione verso la sostenibilità. A questo scopo l’EBA (European Banking Authority) ha proposto di integrare le valutazioni del merito creditizio  con informazioni di sostenibilità. Questo potrebbe andare a ridefinire i termini del finanziamento che risulterebbero più vantaggiosi nei confronti di organizzazioni sostenibili.

Maggiore visibilità

Investitori e istituti di credito definiranno e comunicheranno performance e strategie d’investimento delle imprese investite allineate alla tassonomia.

Quali rischi?

Le opportunità trattate finora rappresentano una sola faccia della medaglia. In contrapposizione troviamo numerosi rischi che le aziende non allineate si troveranno a dover gestire. I rischi sono di varia natura e riguardano sia la sostenibilità che l’attività aziendale in sé. Ad esempio:

Rischi di carattere reputazionale

Nel caso in cui la comunicazione su fattori ESG non risulti soddisfacente o completamente trasparente.

Strategie commerciali inefficaci

Rischio di non riuscire a tradurre gli obiettivi ambientali e climatici di lungo periodo in strategie commerciali tangibili.

Riduzione dell’accesso al credito ed esclusione dai mercati finanziari:
    • I prodotti finanziari dovranno tenere conto dei fattori legati alla sostenibilità;
    • L’impresa finanziaria nel valutare i propri rischi dovrà tenere conto dei fattori ESG;
    • L’European Banking Authority ha proposto che, a partire da Gennaio 2022, le banche comunichino il loro GAR (Green Asset Ratio) ossia la percentuale di investimenti in attività allineate alla tassonomia sul totale delle attività coperte in bilancio;
    • Anche le imprese di assicurazione possono giocare un ruolo chiave nel finanziamento di attività sostenibili.
      Per questo l’EIOPA ( European Insurance and Occupational Pensions authority) ha proposto che le imprese assicuratrici  comunichino il loro GIR (Green Investment Ratio).
      Il GIR è un KPI dato dalla proporzione degli investimenti che sono diretti a finanziare, o sono associati, ad attività economiche che si qualificano come sostenibili dal punto di vista del regolamento della Tassonomia con il totale degli investimenti dell’impresa assicuratrice.
Il panorama assicurativo

Nella comunicazione del 6 Luglio 2021, la Commissione Europea ha dichiarato di impegnarsi per l’integrazione dei rischi di sostenibilità nell’ambito della gestione del rischio degli assicuratori.

Per valutare le attività commerciali delle imprese di assicurazione, l’EIOPA suggerisce di rendere noto il rapporto tra i premi lordi contabilizzati nel ramo danni corrispondente ad attività assicurative considerate sostenibili dalla Tassonomia e il totale dei premi lordi contabilizzati nel ramo danni.

Molte coperture di rischio sono ricollegabili ad attività rilevanti per la tassonomia.
Si pensi, ad esempio, all’assicurazione contro perdite derivanti da catastrofi naturali. Ci sono due tipologie di rischio da gestire:

    1. rischi climatici sull’assicurato,
    2. gli impatti dell’attività dell’assicurato sull’ambiente.

Qual è il ruolo delle imprese assicuratrici?
Nel primo caso l’assicuratore può ridurre/compensare le perdite derivanti da catastrofi naturali che altrimenti andrebbero sostenute dall’assicurato.
Nel secondo caso, l’assicuratore potrebbe mitigare attivamente gli effetti del cambiamento climatico e sostenerne l’adattamento attraverso la tariffazione, ossia uno sconto sui premi agli assicurati che adottino misure per gestire i rischi climatici correlati alle loro attività assicurate.
Se i suggerimenti dell’EIOPA venissero accolti, le imprese che vorranno contrarre assicurazioni saranno chiamate a fornire informazioni riguardo la propria esposizione ai rischi connessi al cambiamento climatico. Va da sé che le imprese allineate alla tassonomia saranno meno vulnerabili a suddetti rischi e quindi più facilmente assicurabili.

Rischio di rimanere esclusi dal mercato

Oltre a investitori e banche, anche i rapporti con le autorità pubbliche, con i consumatori e/o clienti sono a rischio:

    • Le autorità pubbliche favoriranno il flusso di capitali privati verso progetti e imprese funzionali alla transizione ecologica,
    • La CE sta considerando l’opzione di applicare la Tassonomia come linee guida nel programma InvestEU per indirizzare gli investimenti europei.
      Inoltre, è di poche settimane fa la dichiarazione del ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, riguardo i requisiti per accedere agli appalti futuri del PNRR:

I nuovi progetti di fattibilità tecnico economica, cioè i punti di riferimento per gli appalti futuri del PNNR ma non solo, dovranno contenere le informazioni su come tali progetti contribuiranno alla riduzione della crisi climatica o alla riduzione delle disuguaglianze.

Obbligatorietà

Con l’entrata in vigore della CSRD (Corporate Social Responsibility Directive) la platea di imprese soggette alla rendicontazione di sostenibilità e al regolamento della Tassonomia quadruplicherà. Inoltre i gruppi societari dovranno rendicontare tenendo conto delle società controllate.
Ci si aspetta un comportamento emulativo da gran parte delle aziende non soggette alla direttiva e questo amplierebbe ulteriormente la platea interessata.

Già allo stato attuale dell’arte molte aziende non soggette alla NFRD (Non-Financial Reporting Directive) hanno deciso di implementare le proprie strategie di sostenibilità e di comunicarle. Se da un lato possiamo ritenere che queste scelte siano guidate da una maggiore consapevolezza delle crisi ambientali e sociali che stiamo vivendo, allo stesso modo è chiaro che ormai sia il mercato stesso a richiedere business model e aziende più sostenibili.

Infine, ma non per importanza, vi sono le grandi aziende che con codici di condotta ad hoc contenenti requisiti di sostenibilità, riescono a influenzare tutta la propria catena di fornitura dando vita ad un circolo virtuoso.
Non essere sostenibili, e allineati alla tassonomia, è diventato un obbligo. Sia esso giuridico o di mercato.

Da dove iniziare?

Noi di Exsulting ribadiamo da sempre quanto sia importante partire dalla testa e non dalla coda. Tradotto, vuol dire che si debba iniziare dalla strategia e dalla governance prima di pensare a una comunicazione esterna. Ma questo non vuol dire non misurare. I numeri servono come base fertile sulla quale ragionare e a partire dalla quale prendere decisioni e definire la propria strategia.

Nel SustainabiliTALKS© del 13 ottobre u.s. abbiamo parlato proprio di questo: analizzare, misurare, comprendere, prendere decisioni, fissare obiettivi e poi comunicare.

Il regolamento della Tassonomia pone di fronte ad alcune aziende dei vincoli, come l’obbligo di comunicare la percentuale di allineamento. Oltre a  evidenziare rischi di varia natura per tutte le altre aziende, anche le più piccole. Ma soprattutto ci pone davanti un ventaglio di opportunità da cogliere.

E se la mia azienda non soddisfa i criteri di vaglio tecnico?

Che la tua azienda abbia l’obbligo o meno di comunicare la percentuale di allineamento alla Tassonomia, il primo passo è quello di definire una strategia di sostenibilità aziendale. Strategia che dev’essere basata sull’analisi del contesto, e dei relativi rischi, e su un’analisi di materialità.

Questo primo step da un lato ti permetterà di iniziare in maniera coerente, efficace ed efficiente il tuo percorso verso la sostenibilità. Dall’altro lato aiuterà sin da subito ad aumentare la percentuale di spese allineate, grazie alla possibilità di contabilizzare investimenti e spese inerenti ad un piano di transizione verso la sostenibilità come percentuali allineate alla Tassonomia.

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Il team Exsulting ha elaborato uno strumento ad hoc per aiutarti nell’organizzazione delle informazioni necessarie a comunicare e rendicontare l’allineamento alla Tassonomia delle tue attività in coerenza con quanto richiesto dal regolamento UE 2020/852 del parlamento europeo e del consiglio.

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