La solitudine dei numeri 1

La solitudine dei “numeri uno”: per loro nasce la Bottega della sostenibilità

La solitudine dei “numeri uno”, ovvero la faticosa quotidianità di coloro che, nell’impresa, devono prendere decisioni che avranno influenza su tante persone.

L’imprenditore, una vita di decisioni

Certo, si può sempre dire che ce la siamo cercata di essere “numeri uno”. Anche se ciò a volte non è vero: ad esempio per gli imprenditori di seconda o terza generazione. Tuttavia è vero che di fare l’imprenditore a nessuno è stato ordinato “dal dottore”. Nemmeno è imposto da qualche bizzarra legge.

In ogni caso, essere il decisore nell’impresa, quello che una volta enfaticamente (ma con alcune ragioni) si chiamava il “capitano d’industria” è un lavoro impegnativo. Che tu sia il classico imprenditore, o un CEO non azionista, tutti gli occhi dell’organizzazione sono rivolti a te. Tutti aspettano che, dopo averti eventualmente sottoposto le loro informazioni parziali e i loro dati su una situazione, da te arrivi una decisione. Sarai tu a decidere cosa fare. E sarai tu a portarne la responsabilità.

Indovinare il futuro

Come a una moderna Sibilla, ogni  giorno a te viene chiesto di prevedere cosa accadrà in futuro. Non solo. Alla Sibilla, pare, nessuno poi chiedeva conto se ella sbagliasse le previsioni. In fondo parlava della vita degli altri. Al massimo, con il tempo, si sarebbe rovinata la reputazione. Vista la velocità di circolazione delle informazioni all’epoca, non un grande rischio!

Ma tu, il numero uno, decidi secondo una previsione di futuro che riguarderà te stesso, la tua famiglia, forse il pianeta e, sicuramente, tutte le famiglie dei tuoi collaboratori. Persona che incontri tutti i giorni, che guardano a te, appunto, come al loro “capitano”. E, in un battere di ciglia, la notizia dei tuoi risultati oggi raggiunge il mondo intero.

In più, una volta il futuro da prevedere riguardava un orizzonte spaziale limitato, gestibile. Per la maggior parte delle imprese il mercato di riferimento era locale, o nazionale. Qualcuna aveva orizzonti internazionali, ma le circostanze determinanti le proprie prestazioni erano decise in pochi centri chiaramente identificabili. Oggi le variabili sono da considerare su scala globale. E la loro complessità è spaventosa.

Incertezza globale e volatilità in un contesto in continua mutazione

La solitudine dei “numeri uno” è massima nei momenti di maggior difficoltà a decidere. Come quello che stiamo vivendo.

Con tutta la buona volontà, quando l’incertezza è al massimo grado, quando le variabili sembrano impazzite, quando c’è da cambiare un paradigma… è allora che il CEO è più solo. E più difficili sono le sue decisioni.

Oggi non basta più considerare variabili lineari, pochi elementi dai quali evincere “se facciamo questo accadrà quest’altro”. Cosa che, peraltro, ha sempre comportato qualche incognita.

Oggi la sfida è enorme. L’impresa deve considerare elementi di contesto che non appartengono ai suoi ambiti tradizionali. Considerare gli effetti della propria attività sul cambiamento climatico non è affatto facile, per esempio. Misurare gli impatti sociali delle scelte aziendali, al fine magari di corrispondere ai requisiti di qualche bando d’appalto pubblico, è tutt’altro che banale.

Prevedere l’andamento della disponibilità di fonti di energia o di materie prime, nella volatilità dei nostri tempi richiede un talento che nessun oracolo ha mai avuto. E sono solo alcuni esempi. La solitudine dei “numeri uno” nel considerare tutto ciò, e prendere decisioni comporta un peso a volte insopportabile.

Oggi la sostenibilità è la grande sfida

Sostenibilità: la parola del momento. Una parola, purtroppo, tanto abusata quanto necessaria. Da un lato sembra esserci un generale consenso sul fatto che oggi perseguire la sostenibilità sia una priorità necessaria per l’impresa. Dall’altro, c’è molta confusione su cosa ciò voglia dire, E come sia meglio farlo per assicurare la continuità e la profittabilità dell’impresa.

Gli strumenti di management convenzionale non sono sufficienti al cammino della sostenibilità. Approcci sicuramente utili come il LEAN Manufacturing o le più diverse certificazioni o “bollini” non sono nemmeno marginalmente sufficienti per questa sfida.

Oggi servono visioni e capacità di disegnare scenari probabili, possibili e… FATTIBILI. Destreggiandosi tra le incertezze, l’evoluzione normativa e molteplici offerte di “soluzioni” dai contorni spesso poco chiari.

Soprattutto, bisogna saper individuare opportunità in mezzo alle difficoltà, saper innovare prodotti, servizi e processi collaborando in modi nuovi e a volte controintuitivi con partner inaspettati. A volte sparsi in ogni parte del mondo. Il “numero uno” deve saper tracciare piani strategici, percorsi tattici e obiettivi, mantenendo al contempo coeso e motivato uno squadrone di collaboratori e partner composito come non mai.

L’importanza del confronto fra pari

In questo quadro già tremendo, una cosa che aggiunge alla solitudine dei “numeri uno” è la mancanza di un confronto costruttivo tra pari. La possibilità di condivisione costruttiva con chi vive le tue stesse incertezze e, diciamolo francamente, anche le tue stesse paure, senza timori: apertamente e liberi dalla necessità di apparire diversi da come si è.

Solo i “numeri uno” possono comprendere a fondo altri “numeri uno”. Per questo nasce la Bottega della sostenibilità: vogliamo offrire ai “numeri uno” la possibilità di confrontarsi in un luogo sicuro, prestigioso e riservato a chi, come loro, ogni giorno deve prendere decisioni. Ma con un orizzonte temporale lungo e colmo di variabili complesse.

Vogliamo dare ai “numeri uno” l’opportunità di incontrare protagonisti della transizione al nuovo paradigma che sia non solo formazione, ma confronto, proposizione di domande concrete, discussione e creazione di scenari.

Vogliamo creare un ambiente sicuro, stimolante e creativo con la concretezza cui i “numeri uno” sono obbligati dalle loro enormi responsabilità. Ma anche offrire l’opportunità di ritrovare l’entusiasmo che si prova a essere il “numero uno” quando la tua lettura del mondo, e la tua previsione del futuro si rivela azzeccata e porti la tua organizzazione al successo, e le tue persone alla pienezza della realizzazione.

Un testimone eccezionale per il battesimo della “Bottega”

Per tutte queste ragioni abbiamo voluto come testimone del battesimo della Bottega della sostenibilità un imprenditore che ben rappresenta la visione della sostenibilità che abbiamo in Exsulting: Giulio Bonazzi, presidente e CEO di Aquafil Spa. Persona sicuramente consapevole del peso della solitudine dei “numeri uno”.

Giulio può meglio di qualunque “esperto” o accademico condividere con colleghi imprenditori e CEO il suo percorso verso la sostenibilità. . Con esso, potrà condividere sfide vinte e sfide perse, difficoltà e opportunità. Potrà dare bene l’idea di cosa vuol dire sviluppare visioni ricche di possibilità, a partire dall’analisi acuta del contesto. E far scaturire da esse progetti reali, con obiettivi chiari da raggiungere per generare valore, prosperità, benessere e risultati economici straordinari per la propria impresa.

Così, la solitudine dei “numeri uno” sarà alleviata dal confronto tra colleghi, seppure di settori i più diversi. E si avvierà questo progetto di ampio e lungo respiro. Come deve essere ogni progetto di sostenibilità.

Il 7 Luglio a Verona

L’inaugurazione della Bottega della sostenibilità si terrà a Verona, Palazzo Camozzini (via S. Salvatore Vecchio, 6), con il seguente programma:

  • 18,00 apertura del Palazzo e accoglienza dei partecipanti
  •  18,30 inizio lavori (Bonazzi, Fioretto, saluto dei Partner)
  • 20.00 Aperitivo di conoscenza reciproca

Dato il carattere della Bottega della sostenibilità, nata per sostenere i decisori, la partecipazione all’evento, come alle attività successive, è a invito. Poiché però non pretendiamo certo di conoscere tutti gli imprenditori interessati al tema della sostenibilità in modo serio, è possibile candidarsi a ricevere l’invito.

Puoi farlo compilando semplicemente il modulo sottostante. Sarà premura dello staff organizzativo contattarti al più presto per darti un riscontro. All’evento di inaugurazione del 7 Luglio sarai ospite di Exsulting.

Contiamo di averti con noi alla Bottega della sostenibilità

Se sei un imprenditore o un decisore in azienda e hai desiderio di apprendere come praticare la sostenibilità sul serio, in un ambiente di pari con i quali scambiare conoscenze, esperienze, successi e fallimenti, incontrando i protagonisti della transizione, la Bottega della sostenibilità è il luogo che attendevi.

Compila il modulo di richiesta d’invito e ti contatteremo al più presto per confermare la tua partecipazione all’evento del 7 Luglio.

A presto!

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Compila tutti i campi per richiedere l’invito all’inaugurazione della Bottega della sostenibilità

*Compilando e inviando il modulo di richiesta acconsenti al trattamento dei dati secondo la politica di riservatezza di Exsulting che puoi consultare cliccando qui

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La solitudine dei “numeri uno”, ovvero la faticosa quotidianità di coloro che, nell’impresa, devono prendere decisioni che avranno influenza su tante persone.

L’imprenditore, una vita di decisioni

Certo, si può sempre dire che ce la siamo cercata di essere “numeri uno”. Anche se ciò a volte non è vero: ad esempio per gli imprenditori di seconda o terza generazione. Tuttavia è vero che di fare l’imprenditore a nessuno è stato ordinato “dal dottore”. Nemmeno è imposto da qualche bizzarra legge.

In ogni caso, essere il decisore nell’impresa, quello che una volta enfaticamente (ma con alcune ragioni) si chiamava il “capitano d’industria” è un lavoro impegnativo. Che tu sia il classico imprenditore, o un CEO non azionista, tutti gli occhi dell’organizzazione sono rivolti a te. Tutti aspettano che, dopo averti eventualmente sottoposto le loro informazioni parziali e i loro dati su una situazione, da te arrivi una decisione. Sarai tu a decidere cosa fare. E sarai tu a portarne la responsabilità.

Indovinare il futuro

Come a una moderna Sibilla, ogni  giorno a te viene chiesto di prevedere cosa accadrà in futuro. Non solo. Alla Sibilla, pare, nessuno poi chiedeva conto se ella sbagliasse le previsioni. In fondo parlava della vita degli altri. Al massimo, con il tempo, si sarebbe rovinata la reputazione. Vista la velocità di circolazione delle informazioni all’epoca, non un grande rischio!

Ma tu, il numero uno, decidi secondo una previsione di futuro che riguarderà te stesso, la tua famiglia, forse il pianeta e, sicuramente, tutte le famiglie dei tuoi collaboratori. Persona che incontri tutti i giorni, che guardano a te, appunto, come al loro “capitano”. E, in un battere di ciglia, la notizia dei tuoi risultati oggi raggiunge il mondo intero.

In più, una volta il futuro da prevedere riguardava un orizzonte spaziale limitato, gestibile. Per la maggior parte delle imprese il mercato di riferimento era locale, o nazionale. Qualcuna aveva orizzonti internazionali, ma le circostanze determinanti le proprie prestazioni erano decise in pochi centri chiaramente identificabili. Oggi le variabili sono da considerare su scala globale. E la loro complessità è spaventosa.

Incertezza globale e volatilità in un contesto in continua mutazione

La solitudine dei “numeri uno” è massima nei momenti di maggior difficoltà a decidere. Come quello che stiamo vivendo.

Con tutta la buona volontà, quando l’incertezza è al massimo grado, quando le variabili sembrano impazzite, quando c’è da cambiare un paradigma… è allora che il CEO è più solo. E più difficili sono le sue decisioni.

Oggi non basta più considerare variabili lineari, pochi elementi dai quali evincere “se facciamo questo accadrà quest’altro”. Cosa che, peraltro, ha sempre comportato qualche incognita.

Oggi la sfida è enorme. L’impresa deve considerare elementi di contesto che non appartengono ai suoi ambiti tradizionali. Considerare gli effetti della propria attività sul cambiamento climatico non è affatto facile, per esempio. Misurare gli impatti sociali delle scelte aziendali, al fine magari di corrispondere ai requisiti di qualche bando d’appalto pubblico, è tutt’altro che banale.

Prevedere l’andamento della disponibilità di fonti di energia o di materie prime, nella volatilità dei nostri tempi richiede un talento che nessun oracolo ha mai avuto. E sono solo alcuni esempi. La solitudine dei “numeri uno” nel considerare tutto ciò, e prendere decisioni comporta un peso a volte insopportabile.

Oggi la sostenibilità è la grande sfida

Sostenibilità: la parola del momento. Una parola, purtroppo, tanto abusata quanto necessaria. Da un lato sembra esserci un generale consenso sul fatto che oggi perseguire la sostenibilità sia una priorità necessaria per l’impresa. Dall’altro, c’è molta confusione su cosa ciò voglia dire, E come sia meglio farlo per assicurare la continuità e la profittabilità dell’impresa.

Gli strumenti di management convenzionale non sono sufficienti al cammino della sostenibilità. Approcci sicuramente utili come il LEAN Manufacturing o le più diverse certificazioni o “bollini” non sono nemmeno marginalmente sufficienti per questa sfida.

Oggi servono visioni e capacità di disegnare scenari probabili, possibili e… FATTIBILI. Destreggiandosi tra le incertezze, l’evoluzione normativa e molteplici offerte di “soluzioni” dai contorni spesso poco chiari.

Soprattutto, bisogna saper individuare opportunità in mezzo alle difficoltà, saper innovare prodotti, servizi e processi collaborando in modi nuovi e a volte controintuitivi con partner inaspettati. A volte sparsi in ogni parte del mondo. Il “numero uno” deve saper tracciare piani strategici, percorsi tattici e obiettivi, mantenendo al contempo coeso e motivato uno squadrone di collaboratori e partner composito come non mai.

L’importanza del confronto fra pari

In questo quadro già tremendo, una cosa che aggiunge alla solitudine dei “numeri uno” è la mancanza di un confronto costruttivo tra pari. La possibilità di condivisione costruttiva con chi vive le tue stesse incertezze e, diciamolo francamente, anche le tue stesse paure, senza timori: apertamente e liberi dalla necessità di apparire diversi da come si è.

Solo i “numeri uno” possono comprendere a fondo altri “numeri uno”. Per questo nasce la Bottega della sostenibilità: vogliamo offrire ai “numeri uno” la possibilità di confrontarsi in un luogo sicuro, prestigioso e riservato a chi, come loro, ogni giorno deve prendere decisioni. Ma con un orizzonte temporale lungo e colmo di variabili complesse.

Vogliamo dare ai “numeri uno” l’opportunità di incontrare protagonisti della transizione al nuovo paradigma che sia non solo formazione, ma confronto, proposizione di domande concrete, discussione e creazione di scenari.

Vogliamo creare un ambiente sicuro, stimolante e creativo con la concretezza cui i “numeri uno” sono obbligati dalle loro enormi responsabilità. Ma anche offrire l’opportunità di ritrovare l’entusiasmo che si prova a essere il “numero uno” quando la tua lettura del mondo, e la tua previsione del futuro si rivela azzeccata e porti la tua organizzazione al successo, e le tue persone alla pienezza della realizzazione.

Un testimone eccezionale per il battesimo della “Bottega”

Per tutte queste ragioni abbiamo voluto come testimone del battesimo della Bottega della sostenibilità un imprenditore che ben rappresenta la visione della sostenibilità che abbiamo in Exsulting: Giulio Bonazzi, presidente e CEO di Aquafil Spa. Persona sicuramente consapevole del peso della solitudine dei “numeri uno”.

Giulio può meglio di qualunque “esperto” o accademico condividere con colleghi imprenditori e CEO il suo percorso verso la sostenibilità. . Con esso, potrà condividere sfide vinte e sfide perse, difficoltà e opportunità. Potrà dare bene l’idea di cosa vuol dire sviluppare visioni ricche di possibilità, a partire dall’analisi acuta del contesto. E far scaturire da esse progetti reali, con obiettivi chiari da raggiungere per generare valore, prosperità, benessere e risultati economici straordinari per la propria impresa.

Così, la solitudine dei “numeri uno” sarà alleviata dal confronto tra colleghi, seppure di settori i più diversi. E si avvierà questo progetto di ampio e lungo respiro. Come deve essere ogni progetto di sostenibilità.

Il 7 Luglio a Verona

L’inaugurazione della Bottega della sostenibilità si terrà a Verona, Palazzo Camozzini (via S. Salvatore Vecchio, 6), con il seguente programma:

  • 18,00 apertura del Palazzo e accoglienza dei partecipanti
  •  18,30 inizio lavori (Bonazzi, Fioretto, saluto dei Partner)
  • 20.00 Aperitivo di conoscenza reciproca

Dato il carattere della Bottega della sostenibilità, nata per sostenere i decisori, la partecipazione all’evento, come alle attività successive, è a invito. Poiché però non pretendiamo certo di conoscere tutti gli imprenditori interessati al tema della sostenibilità in modo serio, è possibile candidarsi a ricevere l’invito.

Puoi farlo compilando semplicemente il modulo sottostante. Sarà premura dello staff organizzativo contattarti al più presto per darti un riscontro. All’evento di inaugurazione del 7 Luglio sarai ospite di Exsulting.

Contiamo di averti con noi alla Bottega della sostenibilità

Se sei un imprenditore o un decisore in azienda e hai desiderio di apprendere come praticare la sostenibilità sul serio, in un ambiente di pari con i quali scambiare conoscenze, esperienze, successi e fallimenti, incontrando i protagonisti della transizione, la Bottega della sostenibilità è il luogo che attendevi.

Compila il modulo di richiesta d’invito e ti contatteremo al più presto per confermare la tua partecipazione all’evento del 7 Luglio.

A presto!

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